Immaginate di sfiorare un interruttore invisibile nel vostro cervello e far uscire parole silenziose, come un sussurro digitale che sfida la paralisi. Non è fantascienza, ma la nuova frontiera di Paradromics, l’azienda texana che ha appena incassato il via libera della FDA per impiantare il suo chip Connexus in due pazienti affetti da gravi disabilità motorie e affette da mutismo. Rivali di Elon Musk?

Assolutamente sì: mentre Neuralink fa sfrecciare cursori con la mente, questo chip, che ha l’aspetto di un dischetto da 7,5 mm di diametro, promette di restituire la voce o, almeno, di decodificarla in tempo reale grazie all’IA.

Il meccanismo è costituito da elettrodi sottili e rigidi in platino-iridio più sottili di un capello, che penetrano per un millimetro e mezzo nella corteccia cerebrale per registrare l’attvità dei singoli neuroni. Gli elettrodi vengono poi collegati con un cavo a un ricetrasmettitore senza fili impiantato nel torace, che a sua volta trasmette i segnali a un computer esterno che li elabora, trasformandoli in parole.

Il via libera della Fda è arrivato dopo una serie di test preclinici e prevede l’impiantato su 2 persone nell’area della corteccia motoria che controlla labbra, lingua e laringe. Le persone alle quali sarà impiantata questa interfaccia cervello-macchina dovranno semplicemente provare a immaginare di parlare. Quando i segnali registrati dal chip saranno trasmessi al computer, un sistema di intelligenza artificiale potrà convertirli in una voce in tempo reale oppure in testi scritti su uno schermo.

La sperimentazione punterà anche a capire se il chip sia in grado di rilevare in modo affidabile l’attività immaginata relativa ai movimenti della mano, così da poter consentire il controllo di un cursore sullo schermo.

Questo test costituisce un altro passo in avanti importante nel settore delle interfacce cervello-computer, dopo i test della Neuralink iniziati nel 2024 e che nel maggio scorso hanno permesso a una persona paralizzata di registrare un video su YouTube realizzato col pensiero. Nell’agosto scorso si era affacciata sulla scena un’altra azienda rivale di Neurealink, Merge Labs, finaziata in gran parte dalla OpenAI di Sam Altman e fortemente interessata a sviluppare nuove inferfacce cervello-macchina. Recentemente nella corsa ai chip neurali ha iniziato a investire molto anche la Cina, che considera questo settore prioritario per l’innovazione. Anche in questo caso sono le principali protagoniste sono aziende private, che operano con il supporto del governo. Tra le principali si sono StairMed e NeuroXess di Shanghai.