Un rendimento a doppia cifra per finanziare i chip Google, mentre Broadcom sostiene la parte senior del debito. La nuova operazione da 60 miliardi di dollari mostra quanto stia diventando costoso trasformare la crescita dell’intelligenza artificiale in capacità di calcolo.

Il costo del capitale sta diventando uno degli indicatori più importanti per comprendere la sostenibilità economica dell’intelligenza artificiale. Anthropic, tra le aziende che stanno crescendo più rapidamente nel mercato dei modelli avanzati, avrebbe offerto a Blackstone un rendimento superiore al 10% per partecipare al finanziamento delle infrastrutture necessarie allo sviluppo di Claude. È un prezzo significativo, soprattutto per una società che continua ad attirare investitori e a sottoscrivere impegni miliardari per assicurarsi capacità di calcolo.

Secondo quanto riportato il 17 ottobre dal Financial Times, l’operazione, denominata Project North Star, prevede un finanziamento complessivo da 60 miliardi di dollari destinato a sostenere l’acquisizione e l’utilizzo di circa 1,5 gigawatt di capacità basata sui processori TPU sviluppati da Google. Blackstone dovrebbe investire 9 miliardi nella componente subordinata del debito, pari alla metà di una tranche junior da 18 miliardi. Il rendimento complessivo supererebbe il 10%, considerando anche gli sconti sul prezzo di emissione e le commissioni.

La restante parte del finanziamento, circa 42 miliardi di dollari, sarebbe costituita da debito senior sostenuto da Broadcom, il produttore di semiconduttori che partecipa alla filiera tecnologica attraverso cui Anthropic accede ai chip Google.

La distinzione è fondamentale. I creditori senior hanno priorità di rimborso e beneficiano di una struttura di garanzie più favorevole; quelli junior assumono un rischio maggiore e richiedono quindi una remunerazione superiore. Il rendimento offerto a Blackstone non rappresenta il costo medio del debito di Anthropic, ma rende visibile il prezzo richiesto per finanziare una componente più rischiosa della sua espansione infrastrutturale.

Dal costo dei chip al costo del rischio

Il confronto con la precedente operazione è indicativo. A giugno, attraverso Project Big Sky, Anthropic aveva raccolto circa 4,4 miliardi di dollari di finanziamenti junior a un tasso dell’8,5%. Quattro mesi dopo, il rendimento prospettato a Blackstone sale al 10% di cedola, con un ritorno effettivo ancora superiore.

Non è possibile attribuire automaticamente l’intera differenza a un peggioramento del merito creditizio di Anthropic: dimensione dell’operazione, condizioni contrattuali, garanzie, liquidità e potere negoziale degli investitori possono incidere sul prezzo. Il segnale resta comunque rilevante. Per finanziare la crescita dell’AI, il mercato del credito sta chiedendo remunerazioni elevate anche a operatori che presentano prospettive commerciali particolarmente favorevoli.

Broadcom occupa una posizione centrale in questo sistema. Non è soltanto un fornitore tecnologico, ma anche un soggetto coinvolto nel finanziamento e nella protezione di parte delle esposizioni creditizie. Un prospetto societario esaminato da Reuters all’inizio di ottobre ha inoltre rivelato un accordo separatamente descritto, attraverso il quale Broadcom può prestare ad Anthropic fino a 42 miliardi di dollari mediante strumenti convertibili in capitale. Le diverse esposizioni devono essere considerate secondo la loro specifica struttura contrattuale, senza sommarle automaticamente.

È un modello nel quale il fornitore contribuisce a rendere finanziariamente possibile la domanda dei propri prodotti, mentre gli investitori istituzionali anticipano il capitale necessario per realizzare le infrastrutture.

Il prezzo del rischio nella filiera AI. Dai finanziamenti senior sostenuti da Broadcom al debito subordinato di Anthropic, fino ai rendimenti delle obbligazioni CoreWeave sul mercato secondario. I valori si riferiscono a strumenti, condizioni e periodi differenti e non rappresentano costi medi aziendali. Elaborazione Rivista.AI su dati Financial Times, Reuters e fonti di mercato, ottobre 2026.

La crescita dei ricavi non elimina il problema del finanziamento

Anthropic ha registrato una forte accelerazione commerciale e sta ampliando gli accordi con Google, Broadcom e altri partner tecnologici per assicurarsi capacità di calcolo nei prossimi anni. Già ad aprile la società aveva annunciato una nuova espansione della collaborazione con Google e Broadcom, con diversi gigawatt di capacità TPU destinati a entrare progressivamente in funzione dal 2027.

Ma i ricavi dei modelli AI e gli impegni finanziari per le infrastrutture seguono tempi differenti. I processori, i data center e le reti devono essere finanziati prima che tutta la capacità acquistata possa generare ricavi. I contratti pluriennali consentono di distribuire i pagamenti nel tempo, ma non eliminano il costo del capitale né il rischio che la crescita effettiva della domanda risulti inferiore alle aspettative.

È lo stesso problema che sta emergendo, con caratteristiche finanziarie differenti, nel caso CoreWeave, dove alcuni rendimenti obbligazionari hanno raggiunto livelli intorno al 16% sul mercato secondario. I due valori non sono direttamente confrontabili, ma mostrano come gli investitori stiano distinguendo sempre più attentamente tra debitori, garanzie e priorità di rimborso.

La nuova operazione Anthropic rappresenta quindi un passaggio significativo nell’evoluzione finanziaria dell’AI. La disponibilità di chip avanzati continua a essere una risorsa strategica, ma non basta più assicurarsi l’hardware: bisogna anche dimostrare di poterlo finanziare a condizioni sostenibili.

Il mercato sta iniziando a stabilire non soltanto quanto capitale sia necessario per costruire l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale, ma quale prezzo debbano pagare le aziende che vogliono accedervi. Ed è una differenza destinata a pesare sempre di più sulla competizione tra i protagonisti del settore.