Se pensavate che l’epoca delle tigri asiatiche fosse finita con l’industria manifatturiera, DeepSeek è qui per ricordarvi che oggi il vero impero si costruisce su tensor, modelli linguistici e centri di calcolo raffreddati a liquido. Il nuovo modello R1-0528, evoluzione muscolare e cerebrale del già notevole R1 lanciato a gennaio, è la risposta cinese ai soliti noti: OpenAI, Google, Meta, e per non farci mancare nulla, anche Anthropic.
Ma la vera notizia non è che DeepSeek abbia fatto l’upgrade. È come lo ha fatto, quanto ha osato, e soprattutto perché oggi dovremmo tutti smettere di ridere quando sentiamo “AI cinese”.
Intanto, due parole su hallucinations: no, non parliamo del viaggio lisergico di un algoritmo impazzito, ma dell’incapacità cronica dei LLM (Large Language Models) di distinguere verità da delirio plausibile. DeepSeek sostiene di aver ridotto questi deliri del 50%. Non “un po’ meglio”, ma metà del casino. Questo, nella scala degli upgrade dell’AI, è tipo passare da Chernobyl a una centrale con l’ISO 9001: serve rispetto.
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