L’intelligenza artificiale entra negli uffici legali, ma la questione decisiva non è più soltanto quanto velocemente riesca a scrivere un parere. È dove finiscono i documenti utilizzati per produrlo, chi può accedervi e quale controllo conserva l’impresa sull’intero processo. È su questo terreno che si muove TextGenius, la piattaforma sviluppata da TechVisory per applicare l’intelligenza artificiale alle attività legali, alla compliance e agli acquisti aziendali.
Fondata nel 2023 da Franco Bernabè insieme a un gruppo di ex manager di Telecom Italia, tra cui Raimondo Zizza, TechVisory (che ha annunciato lo scorso 27 febbraio un aumento di capitale da 2,5 milioni di euro interamente sottoscritto da investitori istituzionali),punta a ritagliarsi uno spazio in un mercato nel quale le grandi piattaforme internazionali dispongono di risorse finanziarie e capacità di calcolo difficili da eguagliare. La scelta non è competere direttamente sulla dimensione dei modelli linguistici, ma costruire una soluzione specializzata per organizzazioni che devono utilizzare l’intelligenza artificiale senza perdere il controllo dei propri dati. La differenza è sostanziale. Un assistente generalista può essere sufficiente per preparare una bozza o sintetizzare un documento pubblico; quando il materiale contiene informazioni riservate, clausole contrattuali o strategie legali, la decisione tecnologica diventa anche una questione di responsabilità aziendale.