
La notizia è contenuta nel bollettino n. 38 del 2026 dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM). Il rinnovo delle frequenze mobili italiane in scadenza il 31 dicembre 2029 diventa un terreno di confronto tra continuità degli investimenti e apertura del mercato. L’Autorità antitrust condivide l’esigenza di garantire stabilità alle reti, ma mette in guardia contro una soluzione che potrebbe consolidare per altri otto anni gli attuali equilibri competitivi. La sua posizione è espressa nel parere AS2192, dedicato agli obblighi di accesso per gli operatori mobili virtuali, i cosiddetti MVNO. Si tratta di indicazioni non vincolanti, ma sufficientemente nette da introdurre un elemento di pressione nella definizione delle regole che determineranno il futuro delle telecomunicazioni italiane.
Il nodo riguarda lo spettro radio, una risorsa pubblica limitata che costituisce uno degli elementi fondamentali dell’economia delle reti mobili. Le frequenze non sono intercambiabili senza conseguenze tecniche: la loro distribuzione influenza capacità, copertura e qualità del servizio, mentre la disponibilità di bande adeguate condiziona gli investimenti necessari per sviluppare il 5G e, progressivamente, le sue architetture più avanzate. Il problema regolatorio nasce proprio da questo intreccio. Garantire agli operatori la certezza di poter utilizzare le frequenze nel lungo periodo può favorire gli investimenti, ma prolungare integralmente le assegnazioni esistenti rischia di trasformare un vantaggio operativo in una rendita competitiva difficilmente contestabile.
L’AGCOM, con la delibera 199/26/CONS del 29 luglio 2026, ha avviato una consultazione pubblica che contempla il rinnovo dei diritti d’uso fino al 31 dicembre 2037. La proposta riguarda le bande a 800, 900, 1500, 1800, 2100, 2600 e 3400-3600 MHz, oltre alla banda a 28 GHz per i sistemi wireless fissi. Il modello prevede obblighi per i beneficiari, con impegni relativi alla copertura, alla qualità dei servizi e all’accesso da parte di altri fornitori. L’obiettivo è evitare discontinuità nelle reti e assicurare condizioni favorevoli allo sviluppo del 5G, senza compromettere la stabilità necessaria alla pianificazione industriale.
L’AGCM considera positivamente l’introduzione di obblighi prestazionali misurabili, accompagnati da verifiche successive attraverso campagne di rilevazione sul campo. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione dalle promesse formulate al momento dell’assegnazione ai risultati effettivamente raggiunti. Un operatore che ottiene il rinnovo di una risorsa pubblica deve dimostrare di utilizzarla in modo coerente con gli obiettivi stabiliti dal regolatore. Tuttavia, il rispetto dei KPI non risolve automaticamente il problema della concorrenza. Una rete può migliorare le proprie prestazioni e, nello stesso tempo, mantenere una posizione dominante nella disponibilità dello spettro. L’efficienza tecnica e l’apertura del mercato sono obiettivi distinti, che richiedono strumenti di valutazione altrettanto distinti.
La preoccupazione principale dell’Antitrust riguarda proprio il rinnovo integrale delle frequenze agli operatori che già le detengono. Se tutte le dotazioni venissero confermate fino al 2037, gli operatori con minori risorse frequenziali avrebbero poche possibilità di ridurre lo svantaggio attraverso una nuova assegnazione. Anche l’ingresso di nuovi concorrenti diventerebbe più complesso, perché la disponibilità di spettro costituisce una barriera strutturale per chi intende costruire una rete mobile propria. Il rischio non è soltanto teorico: in un mercato caratterizzato da costi infrastrutturali elevati, la distribuzione iniziale delle risorse può condizionare la competizione per un periodo molto più lungo della singola procedura amministrativa.
Gli obblighi di accesso prospettati dall’AGCOM non sarebbero, secondo l’AGCM, sufficienti a compensare questa rigidità. La possibilità di utilizzare le infrastrutture o le risorse di un altro operatore può offrire opportunità commerciali, ma non equivale necessariamente a disporre di una dotazione frequenziale autonoma. Le condizioni economiche dell’accesso, il potere negoziale delle parti e la qualità dell’offerta possono influenzare la capacità di un concorrente di differenziarsi. Per gli MVNO, che commercializzano servizi mobili appoggiandosi alle reti altrui, questa dipendenza è particolarmente rilevante. Il loro spazio competitivo dipende anche dalla possibilità di ottenere condizioni wholesale sostenibili, senza essere costretti a replicare le scelte commerciali degli operatori che controllano le infrastrutture.
L’Antitrust segnala inoltre un rischio specifico: gli obblighi di accesso potrebbero essere soddisfatti attraverso un’unica offerta collettiva formulata dagli operatori interessati. Una soluzione del genere potrebbe ridurre gli incentivi a competere sulle condizioni proposte agli MVNO e creare occasioni di coordinamento tra imprese che dovrebbero invece confrontarsi sul mercato. La preoccupazione non equivale all’accertamento di un’intesa anticoncorrenziale, ma richiama un principio essenziale della regolazione: un obbligo formalmente rispettato non garantisce che il risultato produca una concorrenza effettiva. Se gli operatori possono adempiere attraverso condizioni sostanzialmente uniformi, l’accesso rischia di diventare un adempimento amministrativo anziché uno strumento di apertura del mercato.
La proposta alternativa è un’opzione mista, con il rinnovo di una parte delle frequenze e l’assegnazione della quota restante attraverso una gara. L’AGCM suggerisce di privilegiare la qualità tecnica dei progetti e di introdurre limiti alle quantità di spettro che possono essere mantenute dagli operatori maggiormente beneficiari del rinnovo. Il vantaggio potenziale consiste nel preservare la continuità delle reti esistenti, liberando contemporaneamente una quota di risorse per nuove assegnazioni. La progettazione della gara sarebbe decisiva: criteri troppo orientati al prezzo potrebbero favorire chi dispone di maggiori capitali, mentre requisiti tecnici ben calibrati potrebbero valorizzare investimenti credibili e capacità di migli