Anticristo, Intelligenza Artificiale e la battaglia per la sopravvivenza della Verità
L’altezza è profondità, l’abisso è luce inaccessa, la tenebra è chiarezza, il magno è parvo, il confuso è distinto, la lite è amicizia, il dividuo è individuo, l’atomo è immenso.
— Giordano Bruno
Ieri si sono chiuse le porte. E si sono spente anche le luci. Non soltanto quelle, molto concrete e già trincerate, di Palazzo Taverna a Roma, dove Peter Thiel ha tenuto il suo ciclo di lezioni riservate sull’Anticristo davanti ad invitati selezionati tra il mondo accademico, tecnologico e religioso. Si sono chiuse anche, almeno per un momento, le porte della mondanità fatue con cui si archiviano eventi simili: una curiosità romana, un eccentrico miliardario, qualche citazione biblica, molto clamore. Ma sarebbe un errore imperdonabile liquidarli così. Reuters ha descritto l’iniziativa come una serie di incontri a porte chiuse avviata il 15 marzo, centrata sul concetto di Anticristo. Al cuore della visione thieliana c’è il timore, o forse la speranza, che possa emergere un potere globale capace di promettere salvezza da catastrofi nucleari, climatiche, artificiali, al prezzo di un governo mondiale e di un accentramento assoluto delle decisioni. Chi ascolta questo discorso da fuori coglie la tesi, ma non vede ancora l’intero edificio ermeneutico che vi si costruisce sopra. Perché Theil si avvale di argomenti simbolici e di una conoscenza tra teologia e filosofia. Ma chi ha frequentato e studiato le tradizioni del pensiero iniziatico conosce bene tali argomenti, come è consapevole che ogni porta che si chiude nasconde una soglia. E che le soglie più pericolose non sono quelle sbarrate, ma quelle che sembrano spalancate verso la luce, mentre in realtà conducono verso la sua simulazione. Seneca, nel suo Epistulae Morales ad Luciluim, II, dice: Nusquam est qui ubique est – Colui che è ovunque non è da nessuna parte. La dispersione non è libertà: è la forma più sottile della prigione.
Leggi tutto