Mentre il mondo si abitua all’idea che le costellazioni satellitari siano diventate armi strategiche oltre che infrastrutture, la Russia ha deciso di non restare più a guardare. L’azienda aerospaziale Bureau 1440 ha messo in orbita terrestre bassa i primi 16 satelliti del progetto Rassvet, segnando il passaggio ufficiale dalla fase sperimentale alla costruzione di un servizio di comunicazioni globale a banda larga. È ancora lontanissima dai quasi 10.000 satelliti di Starlink, ma il segnale è chiaro: Mosca vuole la sua rete sovrana, indipendente e soprattutto non controllabile da Elon Musk.
Il progetto, che prevede decine di lanci e centinaia di satelliti nei prossimi anni, è nato proprio per liberarsi dalla dipendenza americana, diventata particolarmente dolorosa durante la guerra in Ucraina. Starlink ha dimostrato sul campo quanto possa essere decisiva questa tecnologia.
SpaceX ha fornito connettività all’esercito ucraino, ma ha anche implementato liste bianche che hanno isolato i terminali russi, creando seri problemi operativi alle forze di Mosca. La lezione è stata appresa: chi controlla i satelliti controlla una parte importante del campo di battaglia moderno.
Per questo la Russia sta investendo pesantemente. Oltre 5 miliardi di dollari tra fondi pubblici e privati: 1,26 miliardi dal governo e circa 4 miliardi dall’azienda Bureau 1440 entro il 2030. L’obiettivo è ambizioso: 250 satelliti operativi già dal prossimo anno e oltre 900 entro il 2035. Una vera e propria costellazione russa pensata per garantire comunicazioni sicure su tutto il territorio nazionale e, in prospettiva, anche all’estero.
Peraltro, c’è una buona dose di ironia nella situazione. Per anni la Russia ha deriso o minimizzato le ambizioni spaziali private americane, definendole poco più che spettacoli da miliardari. Oggi si trova costretta a copiare il modello Starlink, finanziandolo però con denaro pubblico e con l’urgenza dettata dalla necessità militare.
Il progetto Rassvet diventa così l’ennesima dimostrazione che la guerra in Ucraina sta accelerando una nuova corsa allo spazio, non più solo per prestigio o scienza, ma per pura sopravvivenza tecnologica e strategica.
Bureau 1440 parla di “servizio di comunicazioni” ad alta velocità su scala globale che tradotto dal linguaggio istituzionale significa una rete che non possa essere spenta o limitata da un pulsante a Palo Alto.
I primi 16 satelliti sono solo l’inizio, ma rappresentano un punto di non ritorno: la Russia è entrata ufficialmente nella partita delle mega-costellazioni. Mentre SpaceX continua a lanciare razzi a ritmo forsennato, ora dovrà guardare anche dallo specchietto retrovisore per inquadrare le attività russe. La competizione non è più soltanto commerciale: è diventata geopolitica a tutti gli effetti. E il cielo sopra di noi, una volta dominio esclusivo di pochi, si sta rapidamente affollando di rivalità terrestri.