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AI e finanza, la sveglia di Bankitalia: meno esperimenti, più responsabilità

Il messaggio è arrivato chiaro, anche senza bisogno di algoritmi predittivi: l’intelligenza artificiale ha smesso di essere un esercizio da laboratorio e ha iniziato a sedersi stabilmente al tavolo della finanza. A dirlo è Chiara Scotti, vice direttrice generale di Banca d’Italia, intervenuta alla presentazione del rapporto OCSE dedicato all’uso dell’AI nei mercati finanziari italiani.

Pagamenti digitali in Europa: perché la tecnologia, da sola, non basta

Il mondo dei pagamenti digitali ama raccontarsi come una storia di progresso inevitabile. Nuove app, wallet digitali, blockchain, intelligenza artificiale e promesse di trasferimenti istantanei tra continenti con la stessa semplicità con cui si invia un messaggio. Una narrazione affascinante, che però rischia di dimenticare un dettaglio piuttosto importante: la tecnologia non risolve automaticamente i problemi strutturali dell’economia. Il messaggio arriva con una certa chiarezza da Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, intervenuto al Cross-border Payments Summit organizzato dal Financial Stability Board presso la Bank of England a Londra. Il tema è uno dei più complessi e strategici per il sistema finanziario globale: rendere i pagamenti internazionali più veloci, meno costosi e più trasparenti.

Report Bankitalia: l’intelligenza artificiale nelle imprese italiane, tra entusiasmo mediatico e realtà dei dati

La conversazione sull’intelligenza artificiale in Italia spesso suona come un mix tra entusiasmo tecnologico e storytelling da conferenza. Visioni futuristiche, promesse di rivoluzioni industriali e immancabili riferimenti alla produttività che finalmente dovrebbe ripartire dopo anni di stagnazione. Poi arrivano i numeri che, come spesso accade, hanno un talento particolare per riportare il dibattito con i piedi per terra.

Il quadro più solido finora arriva dall’Occasional Paper n.1005 della Banca d’Italia, firmato dagli economisti Tommaso Ropele e Enrico Tagliabracci. Lo studio analizza l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane e prova a rispondere a una domanda molto semplice ma spesso ignorata: cosa succede davvero quando le aziende iniziano a usare l’AI.

AI, oro e terre rare: la finanza nel nuovo ordine tecnologico secondo Panetta

Nel salone veneziano del 32° Congresso Assiom Forex, dedicato al tema “Commercio e finanza in un mondo frammentato”, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha scelto un registro sobrio ma tutt’altro che rassicurante. Il mondo, ha spiegato, non si sta restringendo: si sta riorganizzando. E in questa riorganizzazione la tecnologia, le terre rare e l’intelligenza artificiale stanno riscrivendo le gerarchie finanziarie con una velocità che i mercati, come spesso accade, sembrano aver già scontato… forse un po’ troppo.

L’AI corre, la Borsa vola, Bankitalia frena: cronache di un entusiasmo che potrebbe costare caro

Una parola attraversa il primo Bollettino economico del 2026 della Banca d’Italia: è equilibrio o, meglio, la sua assenza. Da una parte c’è l’AI che continua a spingere investimenti, profitti e capitalizzazioni come un motore turbo montato su un’economia che aveva già ripreso velocità. Dall’altra, un mercato finanziario che sembra correre un po’ più avanti della realtà, con valutazioni che, pur avendo delle buone ragioni per essere così alte, iniziano ad assomigliare a una scommessa collettiva sul futuro.

Un miliardo alla volta ma con prudenza: la finanza italiana corteggia l’innovazione

C’è un miliardo di euro che gira silenzioso nei corridoi della finanza italiana ed è quello che banche e intermediari non bancari hanno investito tra il 2023 e il 2024 in tecnologie innovative secondo l’ultima indagine fintech della Banca d’Italia una cifra importante ma non rivoluzionaria che racconta un settore curioso dell’innovazione ma ancora poco incline ai colpi di testa e che prevede di replicare lo stesso impegno anche nel biennio successivo con una crescita stimata dell’1,4 per cento, segno che la trasformazione digitale procede ma a passo misurato come un algoritmo ben addestrato a non correre rischi inutili.

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