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Due Sessioni. La Cina aumenta il budget per la scienza e punta 426 miliardi sulle tecnologie del futuro

Pechino continua a investire sulla ricerca scientifica con la determinazione di chi ha deciso che la prossima rivoluzione industriale non intende guardarla dagli spalti ma dal campo di gioco. Il progetto di bilancio presentato durante le sessioni legislative annuali ha fissato per il 2026 uno stanziamento di 426,42 miliardi di yuan, circa 61,8 miliardi di dollari, destinati direttamente alla scienza e alla tecnologia. L’aumento è del 10% su base annua, la crescita più alta tra i principali capitoli di spesa pubblica e un segnale piuttosto chiaro sulle priorità strategiche della leadership cinese.

Il messaggio politico è semplice quanto ambizioso. Innovazione scientifica e sviluppo tecnologico non rappresentano più solo strumenti di crescita economica. Sono diventati il pilastro della competizione geopolitica del XXI secolo.

Due Sessioni. Pechino studia le guerre del futuro e scommette sull’AI

Pechino continua ad aumentare il budget della difesa con la calma apparente di chi muove i pezzi su una scacchiera molto grande. Durante le Due Sessioni, il doppio appuntamento politico annuale che riunisce l’Assemblea nazionale del popolo e la Conferenza consultiva politica, il governo cinese ha annunciato un incremento del 7% della spesa militare, portando il bilancio della difesa a 1,91 trilioni di yuan, circa 276 miliardi di dollari. Una crescita stabile, quasi prudente. In termini percentuali è leggermente inferiore al 7,2% dell’anno precedente, ma resta superiore all’obiettivo di crescita del PIL fissato tra il 4,5% e il 5%. Il segnale è chiaro: mentre l’economia rallenta, la modernizzazione militare non rallenta affatto.

Due Sessioni. Crescita al 5% e nervi saldi: perché la Cina rallenta, ma resta una locomotiva per l’economia globale

Durante l’apertura delle Due Sessioni, il momento politico più importante dell’anno per la leadership cinese, il premier Li Qiang ha presentato davanti all’Assemblea Nazionale del Popolo un obiettivo di crescita del Pil per il 2026 compreso tra il 4,5% e il 5%. Si tratta del livello più basso fissato ufficialmente dalla Cina dal 1991, escludendo l’anomalia del 2020 durante la pandemia. Il dato fotografa un cambio di fase per la seconda economia mondiale guidata dal presidente Xi Jinping. Dopo decenni di espansione a ritmi quasi vertiginosi, la crescita cinese rallenta e diventa più selettiva. Non è un crollo, ma una scelta strategica che riflette pressioni interne e un contesto internazionale decisamente più turbolento rispetto al passato.

Due Sessioni. Pechino mette il turbo all’intelligenza artificiale: il piano per portarla nel 90% dell’economia entro il 2030

Le Due Sessioni della Repubblica Popolare Cinese, il momento politico ed economico più rilevante dell’anno per Pechino, stanno offrendo una fotografia piuttosto chiara delle priorità strategiche del Paese. Al centro della scena non si trova soltanto la crescita economica. L’elemento dominante è un concetto molto più ambizioso: l’autonomia tecnologica. La Cina punta sull’AI come leva principale per vincere la sfida tecnologica con gli Stati Uniti.

Le Due Sessioni di Pechino: il grande rituale politico che rivela il futuro della Cina e che l’Occidente non può permettersi di ignorare

Ogni primavera Pechino diventa il centro gravitazionale della politica cinese. Migliaia di delegati arrivano nella capitale per partecipare a quello che viene chiamato il Lianghui, letteralmente “le Due Sessioni”. Il nome suona quasi tecnico, ma dietro questa formula si nasconde uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per comprendere la traiettoria politica, economica e tecnologica della seconda economia mondiale.

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