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Altman, Amodei, Musk e Hassabis tirano il freno. Ma cosa stanno davvero rallentando?

INCHIESTA | CHI GOVERNA LA FRONTIERA — 01

Il CEO di Anthropic chiede di “pace the frontier”. Sam Altman aderisce, Elon Musk approva, Demis Hassabis indica la stessa direzione. Non è una moratoria e non è soltanto paura dell’AI fuori controllo. Dietro la convergenza più insolita della Silicon Valley c’è una domanda molto più grande: chi stabilirà la velocità della corsa all’intelligenza artificiale?

Cambio ai vertici di Google DeepMind: Hassabis lascia la poltrona da CEO, Jeff Dean saluta tutti dopo 27 anni

Google ha deciso che ad agosto, invece di andare in ferie come tutti, preferisce riscrivere l’organigramma della sua divisione di intelligenza artificiale. Il risultato è uno dei rimpasti più significativi nella storia recente di Big Tech, con tre nomi che meritano di essere scritti in grassetto: Demis Hassabis, Koray Kavukcuoglu e Jeff Dean.

Demis Hassabis, il custode riluttante dell’Apocalisse intelligente

Demis Hassabis incarna una contraddizione che definisce l’intera epoca dell’intelligenza artificiale: dedicare la propria vita a costruire una tecnologia che potrebbe, almeno in teoria, mettere fine a tutto il resto. Non è un paradosso letterario, ma la sintesi più onesta del pensiero di uno degli architetti dell’AI contemporanea. Fondatore di DeepMind e oggi figura centrale nell’universo Google, Hassabis non è il classico imprenditore della Silicon Valley travestito da scienziato. Il suo profilo mescola neuroscienze, informatica, filosofia e una certa ossessione per i sistemi complessi. Una combinazione che lo porta a vedere l’intelligenza artificiale non solo come un prodotto, ma come un evento storico, forse persino evolutivo.

Hassabis: l’intelligenza artificiale odierna non è nemmeno al livello di un dottorato 🤯

Parlare di intelligenza artificiale come se fosse già alla pari di un PhD è uno di quei miti che circolano in certi ambienti tecnologici pieni di hype e conferenze illuminate. Demis Hassabis, cofondatore di DeepMind, non ci va piano: oggi le AI hanno capacità isolate da livello dottorale, ma la generalizzazione è un concetto quasi alieno per i sistemi attuali. In altre parole, saper fare una cosa molto bene non significa avere un’intelligenza coerente e universale.

Demis Hassabis: Dovremo imparare a imparare

Ai piedi dell’Acropoli, Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind e premio Nobel per la Chimica 2024, ha dichiarato che la competenza decisiva per la prossima generazione sarà il meta-apprendimento, ovvero la capacità di imparare a imparare. Con l’intelligenza artificiale che avanza a una velocità vertiginosa, ha sostenuto che sarà l’adattabilità, non la memorizzazione, a determinare chi prospererà nell’era a venire.

Il suo messaggio ad Atene, sotto le luci dell’Acropoli, è stato tanto chiaro quanto spiazzante: il cambiamento oggi procede settimana dopo settimana, non più di decennio in decennio, e la sopravvivenza economica e culturale dipenderà dalla capacità degli individui e delle società di reinventarsi più velocemente delle stesse macchine che stanno ridisegnando il mondo. Hassabis ha definito le cosiddette meta-competenze la vera valuta del futuro, ribadendo che le discipline tradizionali mantengono valore ma che la riqualificazione continua sarà il vero fattore differenziante.

Demis Hassabis svela il futuro dell’intelligenza artificiale: perché solo chi impara ora non verrà spazzato via

Demis Hassabis non è un qualsiasi CEO. È l’uomo dietro DeepMind, il laboratorio di intelligenza artificiale di Google che ha umiliato i campioni di Go e che oggi orchestra il futuro dell’AGI. Quando parla, il mondo tecnologico finge di ascoltare ma in realtà molti si limitano a twittare la citazione più facile. Eppure, nel suo ultimo intervento, Hassabis ha lasciato cadere alcune bombe che meritano più di un applauso automatico.

Demis Hassabis di DeepMind vince il Premio Nobel per la Chimica

Secondo l’Accademia Reale Svedese delle Scienze, Demis Hassabis e John Jumper di Google DeepMind hanno vinto il Premio Nobel per la Chimica 2024 per il loro rivoluzionario lavoro sulla previsione della struttura delle proteine tramite l’intelligenza artificiale, condividendo l’onore con David Baker per i suoi progressi nella progettazione computazionale delle proteine.

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